Nov 16, 2018 Last Updated 11:26 PM, Nov 11, 2018

"Il sentiero della Libertà": da Sulmona a Casoli sulle orme della Brigata Maiella

Pubblicato in Cultura e memoria
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Nell'ambito del nostro Progetto Memoria la Marcia Internazionale “Il Sentiero della Libertà/Freedom Trail” rappresenta una iniziativa estremamente rilevante. Organizzata dall'omonima Associazione, giunta quest'anno alla sua XVIII edizione si è svolta nelle tre tappe classiche: Sulmona-Campo di Giove, Campo di Giove-Taranta Peligna; Taranta Peligna-Casoli. 

Quello stesso sentiero di montagna, che nel 1943-1944, attraversava la linea Gustav, muro di separazione tra il Nord e il Sud d’Italia. Era il sentiero che da Sulmona giungeva a Casoli, valicando la Majella, percorso da migliaia di prigionieri alleati in fuga dai campi di concentramento e di giovani italiani che si dirigevano verso il Sud per combattere a fianco dell’esercito alleato.

Una delegazione dello Spi ha salutato i marciatori alla partenza a Sulmona e li ha accolti al sacrario della Brigata Maiella a Taranta Peligna. Sono stati momenti di grande emozione e di bellezza, testimonianza della grande sensibilità di cui sono capaci i giovan* se motivat* dalle proprie scuole e dai docenti.

Centinaia di studenti, provenienti da varie scuole italiane con i loro insegnanti e numerose persone hanno ripercorso dal 27 al 29 aprile quel sentiero che valicava la Maiella e che affrontarono migliaia di giovani italiani ed ex-prigionieri in fuga dal Campo 78 di Fonte d’Amore e dagli altri campi di concentramento per raggiungere l’esercito alleato. Una traversata difficile resa possibile dalla rete di uomini e di donne che lavorava per aiutare i fuggiaschi e accompagnarli oltre il fronte, nei paesi abruzzesi dove si trovava l’esercito alleato.

La manifestazione nasce il 17 maggio 2001 con l’inaugurazione dell’allora Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi e la presenza di centinaia di ex prigionieri alleati che intendevano ripercorrere fisicamente o anche solo mentalmente quel sentiero che li aveva condotti alla libertà. 

Lo stesso Presidente Ciampi affrontò la traversata nel marzo 1944 e ne dà testimonianza nel suo Diario. Pagine antologiche riportate nel libro “Terra di Libertà” a cura di Maria Rosaria La Morgia e Mario Setta, che hanno trovato enorme risonanza nel discorso dell’attuale Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 25 aprile a Casoli. La citazione di Alba De Céspedes, letta dal Presidente e interpretata come modus vivendi delle famiglie abruzzesi durante l’ultima guerra, descrive e racchiude in poche parole un messaggio rivolto all’umanità intera: «Entravamo nelle vostre case timidamente: un fuggiasco, un partigiano, è un oggetto ingombrante, un carico di rischi e di compromissioni. Ma voi neppure accennavate a timore o prudenza: subito le vostre donne asciugavano i nostri panni al fuoco, ci avvolgevano nelle loro coperte, rammendavano le nostre calze logore, gettavano un’altra manata di polenta nel paiolo. […] Del resto attorno al vostro fuoco già parecchie persone sedevano e alcune stavano lì da molti giorni. Erano italiani, per lo più: ma non c’era bisogno di passaporto per entrare in casa vostra, né valevano le leggi per la nazionalità e la razza. C’erano inglesi, romeni, sloveni, polacchi, voi non intendevate il loro linguaggio ma ciò non era necessario; che avessero bisogno di aiuto lo capivate lo stesso. Che cosa non vi dobbiamo, cara gente d’Abruzzo? Ci cedevate i vostri letti migliori, le vesti, gratis, se non avevamo denaro».

Con queste parole viene delineato uno dei fenomeni più significativi e meno conosciuti dalla storiografia: la Resistenza Umanitaria, che, accanto alla Resistenza Armata realizzata dalla Brigata Maiella, costituiscono le fondamenta della nuova Italia.

Una memoria da consegnare ai giovani per la costruzione di un futuro a misura d’uomo. Per questo, l’Associazione “Il Sentiero della Libertà/Freedom Trail”, sotto la direzione della Presidente Maria Rosaria La Morgia, ha lanciato per l’edizione 2018 la novità educativa e di piena partecipazione, espressa col motto “lasciamo a loro la parola”, perché fossero gli stessi alunni coordinati dagli insegnanti a riferire pensieri e storie nei vari momenti della manifestazione. E così è stato. Gli studenti provenienti da diverse città italiane, da Cuneo ad Ancona, da Lanciano ed altre provenienze, hanno preso la parola per illustrare sinteticamente fatti e personaggi: la fucilazione dei fratelli D’Eliseo davanti al muro di recinzione del cimitero di Sulmona, la morte di Ettore De Corti al guado di Coccia e quella di Donato Ricchiuti, caduto con la Brigata Maiella, al Colle delle Ciavole il 1 aprile 1944. Le 55 vite sacrificate dei giovani della Brigata Maiella per la liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo, al Sacrario di Taranta Peligna. 

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