Jan 26, 2020 Last Updated 6:52 PM, Dec 29, 2019

Superticket sanitari: il ministro Grillo auspica l’abolizione ma il governo boccia la proposta dell’Abruzzo

Pubblicato in Salute
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dal sito web Cgil Abruzzo. "E' interessante che l'Emilia Romagna lo abbia già abolito. Sarebbe bello se le altre Regioni emulassero il provvedimento". Sono le parole di Giulia Grillo, ministro della Salute,

che il Tgcom24ore ha riportato dopo la cerimonia per il 40esimo anniversario del Servizio Sanitario Nazionale. Il ministro dunque parla di superticket sanitari e sottolinea che era sua intenzione abolirli in questa legge di bilancio, ma che i soldi quest'anno non basteranno. E allora "speriamo di farla con la prossima", ha aggiunto l'esponente di governo. Così, ribadito che nella Manovra non ci sarà l'eliminazione dei superticket, la ministra commenta l'iniziativa della Regione Emilia Romagna, che ha già avviato l'abolizione della tassa sanitaria, spiegando che è "un provvedimento interessante, che spero venga emulato dalle altre Regioni".

Lo fa inoltre non senza aver assicurato "che non cederemo alla privatizzazione dei diritti fondamentali dei cittadini: universalismo, gratuità ed equità. Che continueranno ad essere la base del nostro sistema di cure". D'altra parte il governo "non può permettersi sbagli né alcune debolezze del passato, perché oggi il problema non è spendere meno ma spendere meglio", con l'obiettivo di "apportare un cambiamento teso a garantire un potenziamento e un ampliamento dei diritti di salute e a rendere possibile un nuovo paradigma capace di favorire l'accessibilità al Servizio Sanitario Nazionale e a migliorare la qualità e la sicurezza delle prestazioni". 

Sin qui la ministra Giulia Grillo, che auspica che altre Regioni aboliscano la gabella come hanno fatto in Emilia e in Romagna ma dimentica quanto è accaduto in questa regione, che nei mesi scorsi si è vista bocciare dal governo di cui lei stessa fa parte (dal ministero dell'Economia e delle Finanze) la proposta della Regione Abruzzo che chiedeva appunto di azzerare i superticket. Una dimenticanza che Carmine Ranieri, Leo Malandra e Michele Lombardo, rispettivamente segretari generali regionali di Cgil, Cisl e Uil ricordano alla ministra Grillo nella nota che pubblichiamo di seguito.

"Cgil, Cisl e Uil - scrivono Ranieri, Malandra e Lombardo - vogliono denunciare al ministro della Salute Giulia Grillo, dopo le sue ultime dichiarazioni sull'abolizione dei superticket da parte delle Regioni, che il Ministero Economia e Finanze, nel mese di settembre, ha deciso di bocciare la proposta della Regione Abruzzo di azzeramento dei superticket e le proposte di riorganizzazione della sanità regionale. Il ministro Grillo ha elogiato il provvedimento della Regione Emilia Romagna sull'abolizione del superticket, esprimendo la volontà del suo Dicastero di inserire un emendamento in merito, a valenza per tutte le regioni, nella Legge di Bilancio. Nell'ipotesi probabile che ciò non fosse possibile, si dovrebbe attendere l'anno prossimo per intraprendere il percorso di eliminazione.

I sindacati abruzzesi ricordano che la Regione Abruzzo ha già da tempo scelto la strada della riorganizzazione della sanità regionale per creare economie significative, utili oggi a raggiungere l'obiettivo dell'abolizione di questa tassa iniqua. Un percorso che ha portato, dopo mesi di concertazione con le forze sociali grazie all'uscita della Regione Abruzzo dal commissariamento, ad un'intesa tra le organizzazioni sindacali e l'assessore alla Sanità della Regione Abruzzo, Silvio Paolucci, che stabiliva un'iniziale rimodulazione del superticket con l'obiettivo finale dell'eliminazione integrale. Un buon accordo che soddisfaceva le esigenze delle fasce più deboli, purtroppo bocciato a Roma bloccando la possibilità per la Regione Abruzzo di proseguire la fase di risanamento nella sanità.

La bocciatura del governo nazionale della proposta di riduzione del superticket avanzata dalla Regione Abruzzo è stata una scelta grave e ingiusta - concludono dunque i segretari regionali di Cgil Cisl Uil - che peserà sulle spalle dei cittadini abruzzesi che continueranno a dover pagare questa odiosa tassa sulla salute e che, in molti casi, saranno costretti a rinunciare alla cura e alla prevenzione o a rivolgersi alle strutture private a causa di tempi di attesa e degli alti costi delle prestazioni".

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