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06/11/2009
Centinaia di lavoratori delle due regioni sono giunti a Roma, in Piazza Navona, per dare voce alle difficili condizioni di chi vive in prima persona gli effetti della crisi sul lavoro, che tradotto vuol dire esplosione di ore di cassa integrazione e apertura delle procedure di mobilità.
In Abruzzo, come ha spiegato dal presidio il Segretario Generale de L'Aquila, Sandro Giovanrruscio, circa 15mila parsone hanno perso il posto di lavoro per il sommarsi da una parte gli effetti del terremoto, che ha colpito la regione, e dall’altra la crisi economica. “Sono necessarie risposte di politica economica e industriale da parte del Governo e della Regione - ha detto Giovanrruscio - per fermare quello che è un vero dramma e rilanciare lo sviluppo”. Ad oggi, secondo dati forniti dalla CGIL abbruzzese, 2276 persone che vivono ancora in tenda. Un numero che fa dire a Giovanrruscio che “si deve pensare alla ripresa economica ma bisogna provvedere subito ad alloggiare queste persone in maniera adeguata, visto che temperature non permettono più di sopportare simili condizioni di vita”.
Anche la realtà che ci hanno raccontato i lavoratori della Sardegna è molto dura. Per effetto della congiuntura economica, che si somma ad una pesante crisi dei settori produttivi già presente nell'isola, hanno perso il posto di lavoro 30mila persone, a cui “si aggiungeranno - ha affermato Piero Cossu, Segretario Regionale della CGIL Sardegna - entro la fine del 2010 altri 20mila disoccupati”. Una prima dimostrazione è nella chiusura della ‘ALCOA’ prevista, ci dice il Segretario, “già dal prossimo mese” e a rischio sono, tra dipendenti ed indotto, a 1500 persone.
Al presidio presenti anche il deputato del PD eletto in Abruzzo, Lolli Giovanni, che ha portato il suo saluto e la sua solidarietà e la Segretaria Confederale Paola Agnello Modena. La dirigente della CGIL Nazionale ha ricordato, nel suo intervento, la necessità di raddoppiare i tempi della Cassa integrazione ordinaria e di puntare su ricerca e nuovi modelli produttivi ecocompatibili per il rilancio dello sviluppo industriale.
30 ottobre:Decimo giorno di presidio, a Piazza Navona i lavoratori dell'Abruzzo e della Sardegna
Inviato da carlo.catena il
La crisi lavorativa dell'Abruzzo e della Sardegna è scesa in piazza per partecipare ai presidi organizzata dalla CGIL.Centinaia di lavoratori delle due regioni sono giunti a Roma, in Piazza Navona, per dare voce alle difficili condizioni di chi vive in prima persona gli effetti della crisi sul lavoro, che tradotto vuol dire esplosione di ore di cassa integrazione e apertura delle procedure di mobilità.
In Abruzzo, come ha spiegato dal presidio il Segretario Generale de L'Aquila, Sandro Giovanrruscio, circa 15mila parsone hanno perso il posto di lavoro per il sommarsi da una parte gli effetti del terremoto, che ha colpito la regione, e dall’altra la crisi economica. “Sono necessarie risposte di politica economica e industriale da parte del Governo e della Regione - ha detto Giovanrruscio - per fermare quello che è un vero dramma e rilanciare lo sviluppo”. Ad oggi, secondo dati forniti dalla CGIL abbruzzese, 2276 persone che vivono ancora in tenda. Un numero che fa dire a Giovanrruscio che “si deve pensare alla ripresa economica ma bisogna provvedere subito ad alloggiare queste persone in maniera adeguata, visto che temperature non permettono più di sopportare simili condizioni di vita”.
Anche la realtà che ci hanno raccontato i lavoratori della Sardegna è molto dura. Per effetto della congiuntura economica, che si somma ad una pesante crisi dei settori produttivi già presente nell'isola, hanno perso il posto di lavoro 30mila persone, a cui “si aggiungeranno - ha affermato Piero Cossu, Segretario Regionale della CGIL Sardegna - entro la fine del 2010 altri 20mila disoccupati”. Una prima dimostrazione è nella chiusura della ‘ALCOA’ prevista, ci dice il Segretario, “già dal prossimo mese” e a rischio sono, tra dipendenti ed indotto, a 1500 persone.
Al presidio presenti anche il deputato del PD eletto in Abruzzo, Lolli Giovanni, che ha portato il suo saluto e la sua solidarietà e la Segretaria Confederale Paola Agnello Modena. La dirigente della CGIL Nazionale ha ricordato, nel suo intervento, la necessità di raddoppiare i tempi della Cassa integrazione ordinaria e di puntare su ricerca e nuovi modelli produttivi ecocompatibili per il rilancio dello sviluppo industriale.
