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09/12/2009

Firmato il nuovo Patto per la Salute

Inviato da carlo.catena il
Il nuovo Patto per la Salute 2010 – 2012, sottoscritto oggi, conferma l’Accordo raggiunto il 23 ottobre  scorso  da  Governo  e  Regioni  e  supera  così  le  ultime  resistenze  dell’Esecutivo  a riconoscere un finanziamento adeguato al Servizio Sanitario Nazionale.
Il primo passo per applicare il Patto spetta ora al Governo, che deve presentare subito il maxi
emendamento alla Legge Finanziaria stanziando le risorse concordate.  
Forse,  l’aspetto più significativo del nuovo Patto è  l’impegno di Governo e Regioni a superare l’attuale  approccio,  prevalentemente  di  tipo  ragionieristico,  per  valutare  la  “virtuosità”  o  la “difficoltà”delle regioni nel garantire l’assistenza sanitaria.  
L’impegno è quello di misurare  finalmente  i  risultati sulla qualità dell’assistenza assicurata ai cittadini  e  non  solo  quelli,  altrettanto  importanti,  di  tipo  economico  finanziario.  Per  essere “virtuosi”,  non  basterà  più  raggiungere  l’equilibrio  di  bilancio  ma  dovrà  essere  garantita “l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) con adeguati standard di appropriatezza, di  efficacia  ed  efficienza”.  Dovrà  essere  una   nuova Intesa  Stato  Regioni  a  stabilire  questo nuovo sistema di valutazione. Intanto, però,  resta  in vigore  l’attuale  sistema di verifica dei  comportamenti  regionali,  che è
ancora  squilibrato:  con  una  preponderanza  degli  adempimenti  riferiti  agli  aspetti  di  ordine economico  finanziario.   Non  è  dunque  riuscito  il  tentativo  di  assegnare,  da  subito,  pari importanza alla verifica sui LEA.  
Per  questo  insistiamo  perché  si  definisca  rapidamente  il  nuovo  sistema,  anche  in  vista  del passaggio al federalismo fiscale.
Il Patto contiene anche previsioni  relative al personale del SSN, che, per quanto  ci  riguarda, non devono tradursi in misure che producano risparmi penalizzando l’assistenza o le condizioni di  lavoro.  In  ogni  caso,  è  evidente  che  questa  materia  dovrà  essere  oggetto  di  una contrattazione con le Organizzazioni Sindacali interessate.   E’  invece  preoccupante  l’inasprimento  dei  vincoli  e  delle misure  economico  finanziarie  per  i piani di rientro delle regioni in difficoltà (in particolare il blocco del turn over del personale e la possibilità di ulteriori nuovi ticket). Anche perché non sono previsti interventi per “sostenere” i
processi  di  riorganizzazione,  senza  i  quali  le misure,  anche  le  più  rigorose,  sono  inutili.  E’ importante  tuttavia  sia  stata  prevista  la  possibilità  di  utilizzare  misure  alternative  agli inasprimenti fiscali e al blocco del turn over.   Infatti  l’esperienza  delle  regioni  più  virtuose,  al  contrario  di  quelle  con  gravi  disavanzi,
dimostra che il vero risanamento non si ottiene con tagli indiscriminati, ma con una coraggiosa riorganizzazione dei servizi sanitari.  Per questo intendiamo continuare a seguire l’attuazione del Patto, sia negli impegni assunti per
la dimensione nazionale che per quelli riferiti alle singole regioni.
Morena Piccinini                        Stefano Cecconi
Segretaria nazionale CGIL         Responsabile Politiche per la Salute CGIL nazionale