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13/04/2010
Le donne della CGIL “sostengono fortemente il diritto delle donne alla somministrazione consapevole della pillola RU486”. E’ quanto affermano le donne dell’organizzazione sindacale ricordando la posizione già espressa di “netta contrarietà ad ogni forma di costrizione della libertà della persona e della libera scelta”. La CGIL ricorda, infatti, come “ben prima delle elezioni regionali avevamo manifestato la nostra posizione, quando si affacciava un dibattito tutto ideologico fomentato dall’invasione di campo del Governo nelle politiche di competenza regionale, sulle modalità di somministrazione della RU486. Ancora una volta - aggiunge la nota - assistiamo ad uno scontro politico che utilizza il corpo e la salute delle donne per legittimare posizioni oscurantiste che non mettono al centro né la salute delle donne, né il diritto alla libera scelta, né tanto meno hanno, in considerazione il rispetto dei progressi scientifici, l’autorità medica nella determinazione della prassi di somministrazione ed il rapporto medico-paziente”.
Donne CGIL: sì a somministrazione consapevole RU486
Inviato da carlo.catena il
Non accettabile che un processo di innovazione in campo medico, di avanzamento rispetto alle pratiche abortive sinora praticate nel nostro paese, e che tiene conto della tutela della salute, sia utilizzato per produrre attacchi ideologici al diritto all’autodeterminazione delle donne.Le donne della CGIL “sostengono fortemente il diritto delle donne alla somministrazione consapevole della pillola RU486”. E’ quanto affermano le donne dell’organizzazione sindacale ricordando la posizione già espressa di “netta contrarietà ad ogni forma di costrizione della libertà della persona e della libera scelta”. La CGIL ricorda, infatti, come “ben prima delle elezioni regionali avevamo manifestato la nostra posizione, quando si affacciava un dibattito tutto ideologico fomentato dall’invasione di campo del Governo nelle politiche di competenza regionale, sulle modalità di somministrazione della RU486. Ancora una volta - aggiunge la nota - assistiamo ad uno scontro politico che utilizza il corpo e la salute delle donne per legittimare posizioni oscurantiste che non mettono al centro né la salute delle donne, né il diritto alla libera scelta, né tanto meno hanno, in considerazione il rispetto dei progressi scientifici, l’autorità medica nella determinazione della prassi di somministrazione ed il rapporto medico-paziente”.
