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19/07/2010

I tagli dei posti letto e la chiusura degli ospedali:la Regione sta operando in tutta “segretezza”

Inviato da carlo.catena il
Smentendo e contraddicendo tutte le dichiarazioni precedenti in tema di coinvolgimento di cittadini, sindacati e comunità locali sulle scelte contenute nel piano operativo
 
( nel suo rapporto “ dal Piano di Rientro al Piano di sviluppo”, il sub commissario Baraldi indicava il mese di maggio c.a. quale termine temporale per  l'informazione ed il confronto), la Regione sta operando in tutta “segretezza” non solo sui tagli alla rete ospedaliera, ma in modo ancor più silente sui tagli all'assistenza. Alcuni esempi.
Abbiamo sempre sostenuto la necessità di riorganizzare la rete ospedaliera, di ricondurre l'ospedale alla sua funzione primaria di cura dei casi acuti, ma in un'ottica di forte sviluppo di una rete integrata di servizi sociosanitari.
Ma, tagli di posti letto ed ospedali, cosi come previsti dalla Regione, non possono che suscitare il più diffuso malcontento se contemporaneamente non si assicurano servizi alternativi.
Riconvertire i piccoli ospedali entro agosto e prevedere  la revisione e implementazione della rete di assistenza territoriale e quella  di emergenza ed urgenza  entro il 31.12.2010, come da piano operativo ( di fatto è come se tale scelta fosse rinviata al  2011),  non significa  riformare ma solo tagliare l'assistenza per fare cassa.

E che si stia agendo, nei fatti, esclusivamente nell'ottica di produrre risparmi per raggiungere un sempre più fantomatico equilibrio di bilancio, è dimostrato anche dai tagli di prestazioni di assistenza riabilitativa extraospedaliera. Sta accadendo, infatti, che, da parte delle ASL per il tramite delle UVM ( Unità Valutative Multidimensionali), si negano trattamenti riabilitativi dei centri ex art. 26 per trasferirli in ADI, a costi inferiori e per  breve-medio termine, quando per le patologie degenerative coinvolte (Morbo di Parkinson, Sclerosi Multipla), la pratica riabilitativa di questi centri,  attuata in modo continuativo e costante nel tempo, integrata con la terapia farmacologica, dimostra un  significativo recupero o mantenimento delle capacità motorie non definitivamente compromesse. Anche qui si tratta di decisioni imposte senza il coinvolgimento di operatori che hanno la  professionalità e l'esperienza per valutare e concorrere a definire l'appropriatezza di una prestazione.
Se questa è la “riforma” che la Regione intende attuare per il servizio sanitario abruzzese, troverà l'opposizione e la mobilitazione della CGIL.

Pescara 16 luglio 2010

                            p.la CGIL Regionale
                               Angela Scottu

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