Newsletter
Documenti scaricabili
- 9/06/2010 Analisi della “manovra correttiva” 2011-2012
- 23/11/09 Documenti par-fas 09-13 Reg.Abruzzo Osservazioni della Cgil regionale e dello Spi
- 27/10/09 Accordo tra Governo e Regioni sul"Fondo Sanitario e Non autosufficienza"
- 23/7/09 Ilsegretario regionale della Cgil Gianni DiCesare,commenta i dati Istat sull'economia in Abr
- 10/04/09 Nuova ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il terremoto in Abruzzo
- 9/1/09 Spi Nazionale Crisi: che cosa fa il governo per i redditi?
23/07/2010
Anche per questo non condividiamo la scelta della Regione». Così Antonio Carrara presidente della Comunità montana Peligna interviene sul piano sanitario Regionale che prevede l’unione degli ambiti sociali con i distretti sanitari. «In questo modo» continua «si sceglie di riportare il sistema su strade abbandonate da tempo proprio perché inefficaci. Inoltre» conclude «sono state ridefinite le Comunità montane per questo sarebbe stato più opportuno rafforzare gli enti dando continuità alla gestione del sociale, invece si spendono soldi per scompaginare equilibri consolidati». Parole che trovano una sponda anche nel presidente della Comunità montana Sirentina Luigi Fasciani. «La Regione» afferma «ha scelto senza la dovuta concertazione con gli enti d’ambito sociale che nel corso di anni hanno sviluppato un ottima conoscenza riguardo alle necessità di anziani, disabili e categorie svantaggiate. Con questa scelta» conclude «si vanifica tutto il lavoro svolto senza tener conto dell’impatto che la riorganizzazione apporterà nei territori dove il terremoto ha fatto esplodere la richiesta di servizi e di assistenza sociale. Una scelta» conclude «non condivisibile sotto tutti i punti di vista, ma forse valida solo per andare incontro ai noti problemi di deficit della sanità». La riduzione dagli attuali ambiti da 35 a 25 dovrebbe dare al settore sanitario anche la gestione del sociale, un’anomalia che ha messo sul piede di guerra esponenti di centrosinistra come Carrara e di centrodestra come Fasciani.
Il Centro 21/07/2010
Sulmona. «I servizi sociali gestiti dalle Comunità montane» Fasciani e Carrara bocciano l’accorpamento coi distretti sanitari
Inviato da carlo.catena il
«L’accorpamento degli ambiti sociali con i distretti sanitari limiterà le capacità d’intervento dei servizi sociali andando a colpire i cittadini più deboli.Anche per questo non condividiamo la scelta della Regione». Così Antonio Carrara presidente della Comunità montana Peligna interviene sul piano sanitario Regionale che prevede l’unione degli ambiti sociali con i distretti sanitari. «In questo modo» continua «si sceglie di riportare il sistema su strade abbandonate da tempo proprio perché inefficaci. Inoltre» conclude «sono state ridefinite le Comunità montane per questo sarebbe stato più opportuno rafforzare gli enti dando continuità alla gestione del sociale, invece si spendono soldi per scompaginare equilibri consolidati». Parole che trovano una sponda anche nel presidente della Comunità montana Sirentina Luigi Fasciani. «La Regione» afferma «ha scelto senza la dovuta concertazione con gli enti d’ambito sociale che nel corso di anni hanno sviluppato un ottima conoscenza riguardo alle necessità di anziani, disabili e categorie svantaggiate. Con questa scelta» conclude «si vanifica tutto il lavoro svolto senza tener conto dell’impatto che la riorganizzazione apporterà nei territori dove il terremoto ha fatto esplodere la richiesta di servizi e di assistenza sociale. Una scelta» conclude «non condivisibile sotto tutti i punti di vista, ma forse valida solo per andare incontro ai noti problemi di deficit della sanità». La riduzione dagli attuali ambiti da 35 a 25 dovrebbe dare al settore sanitario anche la gestione del sociale, un’anomalia che ha messo sul piede di guerra esponenti di centrosinistra come Carrara e di centrodestra come Fasciani.
Il Centro 21/07/2010
