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- 7/01/09 Doc.dell'Inps.Adeguamento di tutte le tipologie pensionistiche
26/07/2010
Di fronte al marasma di notizie che si rincorrono sulla stampa di ulteriori deficit sanitari, della difficoltà di raggiungere l'equilibrio di bilancio e dunque della necessità di tagliare la spesa per le prestazioni sanitarie, la CGIL ribadisce il proprio punto di vista.
Il piano operativo predisposto dal Commissario ad Acta Gianni Chiodi, non rappresenta una riorganizzazione dei servizi socio sanitari bensì solo tagli di prestazioni ai cittadini, i quali pagano sempre più di tasca propria l'assistenza di cui hanno bisogno. Le persone più indigenti, oggi devono fare i conti con la difficoltà di accesso a cure adeguate e dunque viene negato loro, di fatto, il diritto universale all'assistenza.
Il Piano Operativo 2010 proposto da Chiodi non garantisce lo sviluppo della rete integrata di servizi socio-sanitari ma solo tagli di posti letto.
Appare chiara la politica dei due tempi per la quale, prima si tagliano i servizi ai cittadini e la loro concreta possibilità di cura e solo in un futuro indefinito si promette un implementazione di servizi.
Nonostante la spesa del personale sia stata contenuta ben al di sotto dei parametri imposti dal piano di rientro, i tagli di spesa previsti incideranno negativamente sulla possibilità di assumere e mantenere in servizio gli operatori sanitari, in numero già insufficiente allo stato attuale a garantire la copertura dei servizi ospedalieri e territoriali.
L'esperienza virtuosa di altre Regioni che oggi godono di un sistema sanitario regionale di qualità, dimostra che il cambiamento deve avvenire garantendo i necessari investimenti, la partecipazione alle scelte da compiere e la contestualità delle azioni di riforma.
Oggi tutto questo non sta avvenendo e genera soltanto malcontento diffuso e forti preoccupazioni. Cittadini, Sindaci di ogni orientamento politico, Associazioni sindacali, Associazioni dei diritti del malato, Associazioni degli utenti e dei soggetti svantaggiati, protestano nelle forme più eclatanti.
La CGIL, dal canto suo, parteciperà ai lavori del Consiglio Regionale e metterà in campo le necessarie azioni di mobilitazione per scongiurare lo smantellamento del Servizio Sanitario necessario per garantire il diritto universale di cura ai cittadini.
F.P.-CGIL-SPI REGIONALI MOBILITAZION SUL PIANO DI RIORDINO DELLA SANITA' ABRUZZESE: PRESIDIO DI LAVORATORI E CITTADINI C/O IL CONSIGLIO REGIONALE
Inviato da carlo.catena il
La CGIL ABRUZZO ha organizzato per il giorno 28 luglio, dalle ore 16,
un presidio di lavoratori e cittadini dinanzi alla sede del Consiglio
Regionale dell'Aquila che discuterà del piano operativo 2010.Di fronte al marasma di notizie che si rincorrono sulla stampa di ulteriori deficit sanitari, della difficoltà di raggiungere l'equilibrio di bilancio e dunque della necessità di tagliare la spesa per le prestazioni sanitarie, la CGIL ribadisce il proprio punto di vista.
Il piano operativo predisposto dal Commissario ad Acta Gianni Chiodi, non rappresenta una riorganizzazione dei servizi socio sanitari bensì solo tagli di prestazioni ai cittadini, i quali pagano sempre più di tasca propria l'assistenza di cui hanno bisogno. Le persone più indigenti, oggi devono fare i conti con la difficoltà di accesso a cure adeguate e dunque viene negato loro, di fatto, il diritto universale all'assistenza.
Il Piano Operativo 2010 proposto da Chiodi non garantisce lo sviluppo della rete integrata di servizi socio-sanitari ma solo tagli di posti letto.
Appare chiara la politica dei due tempi per la quale, prima si tagliano i servizi ai cittadini e la loro concreta possibilità di cura e solo in un futuro indefinito si promette un implementazione di servizi.
Nonostante la spesa del personale sia stata contenuta ben al di sotto dei parametri imposti dal piano di rientro, i tagli di spesa previsti incideranno negativamente sulla possibilità di assumere e mantenere in servizio gli operatori sanitari, in numero già insufficiente allo stato attuale a garantire la copertura dei servizi ospedalieri e territoriali.
L'esperienza virtuosa di altre Regioni che oggi godono di un sistema sanitario regionale di qualità, dimostra che il cambiamento deve avvenire garantendo i necessari investimenti, la partecipazione alle scelte da compiere e la contestualità delle azioni di riforma.
Oggi tutto questo non sta avvenendo e genera soltanto malcontento diffuso e forti preoccupazioni. Cittadini, Sindaci di ogni orientamento politico, Associazioni sindacali, Associazioni dei diritti del malato, Associazioni degli utenti e dei soggetti svantaggiati, protestano nelle forme più eclatanti.
La CGIL, dal canto suo, parteciperà ai lavori del Consiglio Regionale e metterà in campo le necessarie azioni di mobilitazione per scongiurare lo smantellamento del Servizio Sanitario necessario per garantire il diritto universale di cura ai cittadini.
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