29/07/2010
persone non autosufficienti? Il governo affronti subito questo dramma sociale»
« Nel rapporto dei ministri Sacconi e Fazio si discute di nuove e future ingegnerie mutualistiche per la non autosufficienza, ma intanto, oggi, siamo ancora in attesa che vengano definite prestazioni e servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a garantire a tutti i cittadini non autosufficienti e che da tempo chiediamo, i cosiddetti livelli essenziali di assistenza». Lo sostiene in una nota il segretario dello Spi Cgil Carla Cantone commentando Rapporto 2010 sulla non autosufficienza.
«Definire e applicare i livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio nazionale – continua il segretario generale dello Spi Cgil – comporterebbe un costo di 8 miliardi di euro. Ma si tratta di investimenti possibili grazie ai risparmi che indurrebbero sul sistema sanitario nazionale con la riduzione del numero di ricoveri impropri. In più, annullerebbero i divari esistenti tra Nord e Sud».
«Quanto ai fondi integrativi – afferma Cantone – lo dice la parola stessa: integrano e non sostituiscono i diritti universali. Per questo, preoccupa la scelta di ragionare prima di mutualità e poi di livelli essenziali. Dovrebbe essere il contrario. Il rapporto non aggiunge nulla a ciò che già conoscevamo. L’unica novità, purtroppo assai negativa, riguarda invece i
tagli alle Regioni decisi con la manovra finanziaria dal governo. Questi, sì, incideranno sulle
persone non autosufficienti, a cui verranno tolti servizi essenziali».
«Infine –conclude Cantone – i fondi sanitari integrativi proposti dal ministro Sacconi possono valere per chi è giovane. E per i 2 milioni e 600 mila non autosufficienti di oggi cosa pensa di fare il governo?».
Rapporto 2010 sulla non autosufficienza commento di Carla Cantone
Inviato da carlo.catena il
Carla Cantone, Spi Cgil: «Guardiamo all’oggi. Come diamo dignità alla vita di 2,6 milioni di persone non autosufficienti? Il governo affronti subito questo dramma sociale»
« Nel rapporto dei ministri Sacconi e Fazio si discute di nuove e future ingegnerie mutualistiche per la non autosufficienza, ma intanto, oggi, siamo ancora in attesa che vengano definite prestazioni e servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a garantire a tutti i cittadini non autosufficienti e che da tempo chiediamo, i cosiddetti livelli essenziali di assistenza». Lo sostiene in una nota il segretario dello Spi Cgil Carla Cantone commentando Rapporto 2010 sulla non autosufficienza.
«Definire e applicare i livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio nazionale – continua il segretario generale dello Spi Cgil – comporterebbe un costo di 8 miliardi di euro. Ma si tratta di investimenti possibili grazie ai risparmi che indurrebbero sul sistema sanitario nazionale con la riduzione del numero di ricoveri impropri. In più, annullerebbero i divari esistenti tra Nord e Sud».
«Quanto ai fondi integrativi – afferma Cantone – lo dice la parola stessa: integrano e non sostituiscono i diritti universali. Per questo, preoccupa la scelta di ragionare prima di mutualità e poi di livelli essenziali. Dovrebbe essere il contrario. Il rapporto non aggiunge nulla a ciò che già conoscevamo. L’unica novità, purtroppo assai negativa, riguarda invece i
tagli alle Regioni decisi con la manovra finanziaria dal governo. Questi, sì, incideranno sulle
persone non autosufficienti, a cui verranno tolti servizi essenziali».
«Infine –conclude Cantone – i fondi sanitari integrativi proposti dal ministro Sacconi possono valere per chi è giovane. E per i 2 milioni e 600 mila non autosufficienti di oggi cosa pensa di fare il governo?».
